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giovedì 11 marzo 2010

La torta dell'Expo 2015



L'Expo 2015 ha questo di bello, che serve per "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Questo è infatti il tema dell'Esposizione Universale di Milano. Le esposizioni sono un retaggio di fine '800. Oggi, con un click del pc tutto è visibile, qual è il senso di costruire capannoni e grattacieli per richiamare persone da tutto il mondo per una fiera dell'ovvio? Per quale motivo si dovrebbe prendere l'aereo da New York o da Tokyo per visitare l'area più cementificata d'Europa? Tra le più inquinate del mondo con lo smog al posto dell'aria? All'Expo del 1992 di Siviglia parteciparono 42 milioni di visitatori e fu un fallimento economico. A Milano erano previsti all'inizio 29 milioni, ora la previsione è di 20 milioni e mancano ancora 5 anni. L'investimento ipotizzato per Expo 2015 è di 20 miliardi di euro. Dove sono questi soldi? Invece di investire in calcestruzzo e viadotti, con una cifra simile Tremorti potrebbe risollevare l'intera economia lombarda in cui tutti i giorni chiude almeno un'azienda.


Intervista a Gianni Barbacetto

"Sono Gianni Barbacetto, faccio il giornalista, lavoro per Il Fatto Quotidiano, lavoro anche per Repubblica, scrivo qualche libro che serva, spero a comprendere la realtà in cui viviamo.
Milano è la città che ha vinto la gara internazionale per fare l’Expo 2015, qui nel 2015 ci sarà la grande esposizione universale. Ci hanno detto che è una grande vittoria, un grande successo per la città poter fare questa iniziativa, in realtà sono passati alcuni anni, ormai dalla vittoria della gara internazionale per l’Expo 2015 ed ancora non siamo riusciti a capire se l’Expo si farà davvero. C’è la crisi, mancano i soldi, ci sono litigi feroci dentro i partiti di maggioranza, dentro i poteri milanesi per chi si mangerà la fetta più grande di questa tavola imbandita, ammesso che di tavola si parli, che i soldi per farlo questo Expo benedetto ci siano alla fine, una grande confusione!
In questa confusione si inserisce un ulteriore pericolo, rischio, se l’Expo si farà e se si spenderanno dei soldi, i soldi all’inizio erano tantissimi, un pacco di milioni di euro che avrebbero fatto la felicità di qualunque costruttore, benissimo, c’è anche un invitato diverso dal solito a questa tavola imbandita, non soltanto i politici, non soltanto icostruttori, gli imprenditori, ma anche la mafia. Soprattutto i gruppi di ‘ndrangheta, che hanno molti interessi a Milano e che non si lasciano sfuggire i buoni affari, hanno già alzato le antenne per vedere se possono portare a casa anche loro la loro fetta di questa torta milionaria dell’Expo 2015. C’è stata un’indagine giudiziaria, un’indagine che è stata strangolata nella culla perché una fuga di notizie ha bloccato la possibilità di continuare le indagini e di capire cosa c’era in corso, cosa c’è in corso.
C’è in corso il fatto che le famiglie della 'ndrangheta calabrese già insediate saldamente al nord, stanno puntando a avere rapporti con la politica per riuscire a avere una fetta degli affari dell’Expo, la 'ndrangheta ha fatto negli ultimi anni un salto di qualità, ormai non è soltanto il monopolio del movimento terra nei canteri di Milano, dell’hinterland e della Lombardia, è riuscita ad avere anche appalti pubblici, l’hanno dimostrato alcune indagini sulla quarta corsia dell’autostrada Milano – Brescia e indagini sulla TAV, la 'ndrangheta è riuscita a mettere le mani anche su alcuni appalti pubblici, l’Expo è la prossima frontiera dei gruppi di ‘ndrangheta qui al nord.Di fronte a questo abbiamo una politica piuttosto assente, addormentata e un Prefetto di Milano che dice che sì la mafia c’è, ci sono degli insediamenti mafiosi, ma in fondo qui a Milano la mafia non c’è alla fine. Credo che questa sottovalutazione, queste miopie siano gravi perché impediscono di vedere quello che potrebbe succedere da qui al 2015, l’Expo una grande confusione, grandi litigi politici, grandi tentativi di spartirsi i soldi e pericoli concretissimi di infiltrazione della 'ndrangheta in questi appalti."

Ps. Continua il tour del MoVimento 5 Stelle! Venerdì 12, alle ore 20.45, sarò a Brescia in piazza della Loggia per sostenere Vito Crimi e tutta la Lista Civica Regionale.


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Quelli del triplo incarico (e stipendio)


11 marzo 2010

La Giunta delle elezioni ha esaminato 123 casi di poltrone multiple

Più poltrone, più potere. Equazione ideale e logica per un parlamentare polivalente: deputato a Roma, presidente di provincia a Brescia, consigliere comunale o regionale in Calabria. Cariche politiche. E poi gli affari: consulente di una società, direttore generale di una spa, persino presidente del consiglio di amministrazione. Soltanto nella legislatura corrente, la Giunta delle elezioni ha esaminato 123 casi di doppia-tripla poltrona (e relativo doppio-triplo stipendio) e votato la compatibilità con il “mandato” nella Capitale. La legge impedisce l'incarico multiplo ai presidenti di provincia e ai sindaci (nelle città con oltre 20 mila abitanti), ma concede via libera a chi è onorevole e vuole candidarsi alle consultazioni locali (e sono oltre 30). Reportdi Milena Gabanelli aveva un’inchiesta pronta, il bavaglio della par condicio l’ha rimosso dal palinsesto di RaiTre.

Delibere. I colleghi della Giunta hanno costretto alla rinuncia ben 42 colleghi assessori e consiglieri regionali. I fantuttoni – contrapposti ai fannulloni di Renato Brunetta – riflettono l'emiciclo di Montecitorio, pari pari, nessuno escluso: c'erano Sandro Biasotti Pietro Laffranco del Pdl, c'erano Antonio CuomoLuciano Pizzetti del Pd e c'erano Giovanni Paladini dell'IdvFrancesca Martini della Lega nord Giorgio Oppi dell'Udc. E altre decine, altri decaduti.

Politica e società. Destino opposto per cinque deputati con cariche sportive che, per pura coincidenza, appartengono al gruppo del Pdl: Enrico Costa (presidente della federazione pallapugno), Luciano Rossi (presidente federazione tiro al volo), Manuela Di Centa (componente esecutivo del Coni), Sabatino Aracu(presidente. Federazione hockey e pattinaggio), Claudio Barbaro (componente esecutivo del Coni).
Capitolo fiere e assimilati (testuale dai verbali della Giunta). C'è sempre una massiccia presenza del PdlMaurizio Lupi (amministratore delegato Milano congressi spa), Marco Reguzzoni (Lega, presidente sviluppo sistema Fiera spa). Citazione a parte merita l'ex ministro per l'Innovazione (ricordate le tre 'I' di Berlusconi? Internet, inglese, impresa), Lucio Stanca, tre poltrone, zero rinunce: consigliere, amministratore e vicepresidente dell'Expo di Milano. Non è finita, altri 13 deputati conservano cariche in enti privati o pubblici. Prendete fiato: Mario Cavallaro (Pd, commissario liquidatore Consorzio agrario di Macerata), Mario Baccini (Misto, presidente del Comitato nazionale italiano), Matteo Brigandì (Lega, amministratore Fin-Group spa), Matteo Colaninno (Pd, amministratore delegato Omnia Holding spa e consigliere di Omniainvest spa), Gianluca Galletti(Udc, consigliere di Paritel spa), Maurizio Del Tenno (Pdl, presidente delConsorzio turistico provinciale e consigliere di Politec srl), Monica Faenzi (Pdl, pres. del Consorzio servizi sanitari di Castilio della Pescaia), Andrea Orsini (Pdl, consigliere di Metropolitana milanese spa), Ignazio Abrignani (Pdl, consulente organo interno di controllo, Secin), Marco Desiderati (Lega, presidenteConsorzio rifiuti Brianza).

Enti locali. Altri dodici deputati dovranno fare avanti e indietro da Roma, su e giù, est e ovest per votare a Montecitorio e nei consigli regionali e provinciali. Sono dodici: Maria Teresa Armosino (Pdl, pres. Provincia di Asti), Luigi Cesaro(Pdl, pres. provincia di Napoli), Edmondo Cirielli (Pdl, presidente Provincia di Salerno), Nicolò Cristaldi (Pdl, sindaco di Mazara del Vallo), Antonello Iannarilli (Pdl, presidente Provincia di Frosinone), Giulio Marini (Pdl, sindaco di Viterbo), Daniele Molgora (Pdl, presidente Provincia di Brescia), Adriano Paroli (Pdl, sindaco di Brescia), Antonio Pepe (Pdl, presidente Provincia di Foggia), Ettore Pirovano (Lega, presidente Provincia di Bergamo), Roberto Simonetti (Lega, presidente Provincia di Biella), Marco Zacchera (Pdl, sindaco di Verbania).

Regole. La Giunta del 17 marzo valuterà le posizioni di altri tre fantuttoni: Fulvio Bonavitacola (Pd, consigliere Aeroporto di Salerno spa), Giacomo Terranova(Pdl, amministratore Società di gestione aeroporto di Palermo spa), Antonino Foti (Pdl, presidente Consorzio agrario di Reggio Calabria). Fine. Domandina conclusiva: come mai i rappresentanti di Pdl Lega sono così intraprendenti? Perché la legge è permissiva e nella Giunta, presieduta da Maurizio Migliavaccadel Pd e Pino Pisicchio dell'Api, la maggioranza è dei berlusconiani. Ubi maior...

da il Fatto Quotidiano dell'11 marzo

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