Visualizzazione post con etichetta Freedom People. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Freedom People. Mostra tutti i post

martedì 16 marzo 2010

I nani del nucleare



Se il picciotto del nucleare in Italia è Berlusconi, il suo mandante è Sarkozy. Il più grande spacciatore di centrali nucleari del mondo. E' quindi con gioia che accolgo la notizia del crollo elettorale del Carlànano d'Oltralpe. Un nano tira l'altro... Sarkozy può perdere in tutta la Francia al secondo turno. Nella prima tornata il partito socialista(PS) ha prevalso in assoluto sulla coalizione di governo (UMP) 29,5% a 26,3%. Nelle diverse regioni è in testa quasi ovunque, con poche eccezioni: le regioni confinanti con l'Italia Provenza-Alpi-Azzurra e Rodano-Alpi dove la vicinanza ai nostri confini deve essere contagiosa e nella Guyana francese, celebre per i lavori forzati all'isola del Diavolo (un buon auspicio). Crescono i verdi in Francia e questa è un'altra buona notizia per il pianeta. Cresce anche Le Pen e il suo Fronte Nazionale che assomiglia in modo impressionante alla Lega di Borghezio e Calderoli. I veri vincitori sono stati gli astenuti, il 54,6%. Il segnale che politica basata sulla delega in bianco a politici è al tramonto. Il cittadino che non partecipa, che è escluso, si astiene.
Sarkozy è il nucleare, la Francia è una potenza nucleare, la Francia esporta nucleare militare, come è avvenuto in Israele (*) e civile. Il nucleare è antieconomico, pericoloso, basato su una energia non rinnovabile come l'uranio, nessuno ha ancora risolto il problema delle scorie. Il nucleare francese sicuro e economico, quello che importeremo in Italia, non esiste. "In Francia, se l'Electricité de France dovesse assicurare per l'intero costo di un possibile incidente, il prezzo dell'elettricità aumenterebbe circa del 300%. In Francia, nell'agosto del 2003 ci fu un'ondata di calore tale da uccidere 14.000 persone, La portata di acqua fredda nei fiumi si ridusse... alla compagnia venne permesso di scaricare l'acqua di raffreddamento secondaria nei fiumi vicini, e di farlo a temperature tali da distruggere la vita acquatica" (*). Il nucleare civile francese non sarebbe possibile senza quello militare e sono entrambi tenuti in vita dalle tasse dei francesi. Ma queste sono bazzecole. Il nucleare francese sicuro è una barzelletta del Governo. Provate a inserire in Google le parole: Francia "incidenti nucleari". Ci sono circa 5.000 risultati. Gli incidenti nucleari in Francia non fanno più nemmeno notizia.
Il nucleare è un business per chi lo esporta, le lobby francesi, e per le aziende di Confindustria che riceveranno i finanziamenti dello Stato italiano. Uno spreco enorme di risorse. In Italia decine di miliardi di euro sono destinati alle centrali invece che allo sviluppo delle energie rinnovabili. Gli italiani hanno votato contro il nucleare in unreferendum. Nessuna regione italiana vuole il nucleare, al contrario di Berlusconi e della sua corte dei miracoli (con l'appoggio esterno del genero di Caltagirone, Azzurro Pierferdinando). La Francia ha indicato la strada. Un nano tira l'altro...

(*) Da: "Il nucleare non è la risposta" di Helen Caldicott, edizioni Giammarò


Reblog this post [with Zemanta]

lunedì 15 marzo 2010

Chi si intercetta da sè, fa per tre!




 Chi di intercettazioni ferisce, di intercettazioni perisce.
 Alla vigilia di Natale 2005, Roberto Raffaelli (amministratore di Rcs-Research control system, società che faceva intercettazioni per conto dei pm) e l'intermediario Fabrizio Favata suonano alla porta della villa di Arcore. Secondo la Procura di Milano, portano con sé un regalo di Natale per Silvio Berlusconi: le intercettazioni allora segrete Bnl-Unipol tra il presidente Unipol Giovanni Consortee il segretario dei Ds Piero Fassino. Le conversazioni non erano ancora depositate agli atti e addirittura non erano neppure state sbobinate dalla Guardia di Finanza. Eppure, una settimana dopo finiscono su Il Giornale del fratello di Berlusconi, Paolo.

Quanto meno singolare che oggi Berlusconi sbraiti contro le fughe di notizie, quando la struttura delta alle sue dipendenze gli procura tutti gli atti, secretati o meno, che possono giovare alla sua causa - ricordate il caso Marrazzo, con il video hard del governatore del Lazio finito direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio per mano della figlia Marina, presidente della Mondadori? Neppure mi risulta che dopo quel 24 dicembre ad Arcore fossero stati scomodati gli ispettori del Ministero della Giustizia, quelli che oggi si precipitano a Trani, sguinzagliati dal cane mastino Alfano, per intimidire un pool di magistrati che, come al solito, non fa altro che portare avanti l’obbligatorietà dell’azione penale.
 Altrettanto curioso che la stessa famiglia Berlusconi, acerrima nemica dell’industria delle intercettazioni, sia coinvolta nella spartizione della torta delle intercettazionistessa. Sarebbe l’editore stesso de Il Giornale – quello che oggi titola “E SE INTERCETTASSIMO I MAGISTRATI?” –, nonché il fratello del Presidente del Consiglio, ad avere intascato oltre mezzo milione di euro da Roberto Raffaelli, consegnati tra il 2005 e il 2006 in comode buste da 40-50mila euro in contanti, una volta al mese, alla redazione dell’House Organ del PdL.

 Cosa avrebbe dovuto fare, Paolo Berlusconi, in cambio di queste mazzette? Secondo la Procura di Milano avrebbe promesso a Raffaelli di aiutarlo ad espandersi nel mercato delle intercettazioni
 Pensate a cosa succederebbe se gli intercettati avessero il controllo sugli intercettatori, cioè quelli che i giudici assumono per sapere cosa si dicono gli indagati. Facciamo due o tre esempi.


CASO A
  Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Silvio Berlusconi. La Rcs-Research intercetta Berlusconi che fa pressione su Innocenzi per chiudere Annozero. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. A stretto giro di posta, le intercettazioni di Berlusconi si trasformano in innocue conversazioni sul tempo, tutt’al più condite da qualche barzelletta sconcia, prima di giungere sulla scrivania del magistrato.


CASO B
  Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Di Pietro. La Rcs-Research intercetta Di Pietro che discute con Bersani sulle strategie per far fuori politicamente Berlusconi alle prossime elezioni. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. Dopo un’ora Berlusconi ha tutte le informazioni che gli servono sulle mosse degli avversari.


CASO C
  Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Di Pietro. La Rcs-Research intercetta Di Pietro che, alla moglie, dice che si è dovuto fermare a urinare sulla corsia di emergenza dell’autostrada, perché la vescica scoppiava. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. Il giorno dopo, Il Giornale titola: “Il Ministro dei Trasporti piscia sul Guard Rail”.

 Non c’è che dire, un bel vantaggio. Forse per questo Paolo Berlusconi avrebbe promesso a Roberto Raffaelli di far intercedere l’onorevole Valentino Valentini, assistente personale di Berlusconi e capo dell’Ufficio del Presidente del Consiglio.
 Parrebbe insomma un’abile operazione di infiltrazione nei sistemi di intercettazione dei magistrati, per la serie: se non posso evitare di farmi intercettare, almeno mi intercetto da solo.
 Per adesso, Paolo Berlusconi è indagato per millantato credito.



Reblog this post [with Zemanta]

domenica 14 marzo 2010

Il bombarolo


Bomba o non bomba, arriveremo a Roma... Un falso allarme bomba sull'aereo di Berlusconi è stato intercettato su una frequenza dell'aeroporto di Fiumicino. Lo psiconano si trovava a Palazzo Grazioli. 200.000 italiani incazzati da disinnescare erano invece in Piazza del Popolo.Nonostante le ricerche non è stato trovato nessun ordigno. Fanno sempre le cose a metà. Raccolgono le firme, ma non le consegnano. Annunciano una bomba, ma si scordano di metterla. Berlusconi ha ragione da vendere nel voler rifare il PDL. Nei momenti di difficoltà lo lasciano da solo e non sempre si ha la fortuna di incontrare un Tartaglia sotto la Madonnina. "C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo(*)" e chi piangeva sotto la doccia perché lasciato solo. L'unico a metterci la faccia è stato il Buttafuori della Difesa. La Russa, il Satanassino dell'Amore, ha detto con il viso delle occasioni storiche: "Un allarme è sempre tale, non è mai falso. E queste cose, per fortuna senza conseguenze, nascono da un clima di odio".
Berlusconi, per prevenire le intercettazioni, denunciò nel 1996 la scoperta nel suo ufficio di una spia dalle dimensioni incredibili, detta: "la mozzarella". Da allora è l'uomo più intercettato d'Italia. Lo psiconano dovrà fare tutto da solo per salvarsi, come il suo ex compagno della P2 Michele Sindona (tessera 501) che simulò un finto rapimento da parte della mafia. Per renderlo più credibile si anestetizzò una gamba per farsi sparare. Non ci sono più i piduisti di una volta. Lo psiconano (tessera 1816) avrebbe lo stesso coraggio? E poi non sai mai come va a finire. Ancora Sindona, in carcere per l'omicidio di Giorgio Ambrosoli, tentò un finto avvelenamento con il cianuro nel caffè per ottenere l'estradizione negli Stati Uniti. Si dice che qualcuno, a sua insaputa, aumentò la dose e il bancarottiere dei due mondi ci rimise le penne. Sindona aveva amici in Vaticano, nella massoneria deviata, nella mafia, ricorda qualcuno.
Urlare al lupo è pericoloso soprattutto se si è d'accordo con il lupo. "Nello scendere le scale - ci metto più attenzione - sarebbe imperdonabile giustiziarmi sul portone(*)".

(*) Il bombarolo (1973) di Fabrizio De Andrè




Reblog this post [with Zemanta]

mercoledì 10 marzo 2010

Lazio, respinta lista Pdl. Berlusconi: in piazza per difendere democrazia


10-03-2010

"Cari promotori della Libertà, presto vi darò appuntamento per una grande manifestazione nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà." Si conclude con queste parole il nuovo video messaggio che il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha indirizzato ai Promotori della Libertà e che sarà on line questa sera sul sito della nuova organizzazione coordinata da Michela Vittoria Brambilla e che a lui fa riferimento
ROMA. "Come sapete - ha detto tra l'altro Berlusconi - si è cercato di estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Libertà. E' un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un ritardo di una settimana, la nostra correttezza è stata pienamente riconosciuta. A Roma, invece, abbiamo subito una duplice ingiustizia".
Prima le liste non accolte in tribunale, "poi il Tribunale Amministrativo ha completato l'opera". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si lamenta della "duplice ingiustizia" subita dal Pdl a Roma sottolineando che il Tar ha respinto "non solo il nostro ricorso, ma anche l'invito che il Presidente della Repubblica aveva lanciato con una propria lettera, affinché il diritto di voto, attivo e passivo fosse garantito nei confronti di tutti i contendenti, compresa la maggiore forza politica in Italia: il Popolo della Libertà".
MOBILITAZIONE NAZIONALE A ROMA - Si farà a Roma, probabilmente il 20 marzo la grande manifestazione che Silvio Berlusconi aveva già in mente di fare per presentare i tredici candidati governatori del centrodestra alle regionali. E' questo l'orientamento emerso nel corso del vertice che il premier ha tenuto a Palazzo Grazioli con i coordinatori nazionali del Pdl, la candidata Renata Polverini e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La scelta della Capitale non è casuale, riferiscono fonti del Pdl, secondo le quali Roma è diventata il simbolo "di come l'opposizione vuole vincere le elezioni" e cioé "attraverso ricorsi e battaglie legali".
LAZIO: NON AMMESSA LISTA PDL - Non e' stata ammessa dall'ufficio circoscrizionale elettorale di Roma la lisra del Pdl per le prossime elezioni regionali nel Lazio. La lista era stata presentata ieri per effetto del nuovo decreto legge, dopo il mancato deposito di sabato scorso.
"Stiamo lavorando per predisporre l'appello al Consiglio di Stato". Così gli avvocati del Pdl replicano alla nuova esclusione da parte dell'Ufficio elettorale della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali del Lazio.
RENATA POLVERINI DA SILVIO BERLUSCONI - Renata Polverini, candidata presidente della Regione Lazio per il centrodestra, si è recata nel pomeriggio a Palazzo Grazioli per incontrare il premier Silvio Berlusconi. All'incontro erano presenti i tre coordinatori nazionali del Pdl - Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini - il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il coordinatore regionale del Pdl, Vincenzo Piso. "E' andata bene. Abbiamo concordato le iniziative per la campagna elettorale", ha detto poi uscendo da Palazzo Grazioli Renata Polverini. La candidata, che si era detta "ottimista" sulla decisione dell'ufficio elettorale che ha poi bocciato invece la riammissione della lista ha precisato: "Si continuerà per la strada che il Pdl deciderà".
BERSANI, RINVIO VOTO NEL LAZIO? BASTA PASTICCI - "Hanno sommato turbamenti a turbamenti, pasticci a pasticci. Vuole il centrodestra raffreddare la testa e riposarsi un attimo? E' ora che i ministri smettano di avanzare ipotesi. C'é una scadenza elettorale ed operazioni di validazione in corso. Punto". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani spiega la contrarietà dei democratici all'ipotesi di rinvio del voto nel Lazio.
PDL, IPOTESI RINVIO VOTO? NON ESISTE - E' un'ipotesi che semplicemente non esiste, non era sul tavolo e non se ne e' parlato. E' quanto riferiscono fonti del Pdl al termine del vertice che si e' svolto a Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi, i coordinatori nazionali del Pdl, la candidata del Lazio Renata Polverini e i dirigenti locali, a proposito della possibilita' che si sia tornati a valutare il rinvio delle elezioni in tutte le Regioni dopo la guerra di ricorsi scatenati sulla lista del Pdl di Roma.  
ROTONDI, PROBABILE RINVIO A GARANZIA DIRITTO VOTO - ''Sono sereno perché penso che il Consiglio di Stato, nella sua giurisprudenza, privilegia il diritto degli elettori al voto e, dunque, si andrà verso un ripristino della lista e un conseguente rinvio delle elezioni''. Lo scrive in una nota il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi.  
PANNELLA, RINVIARE VOTO A FINE APRILE - "Rinviare le elezioni regionali a fine aprile, per consentire un minimo di campagna elettorale, dopo tutto questo casino che è successo". E' questa la proposta avanzata da Marco Pannella, a margine dell'assemblea nazionale dei Radicali Italiani. Secondo il leader dei Radicali, è necessario approvare una riforma della legge elettorale, senza la quale c'é comunque il rischio che le elezioni vengano annullate.  

TAR CONFERMA RIAMMISSIONE LISTA FORMIGONI - Il Tar della Lombardia ha confermato oggi, decidendo nel merito, la riammissione della lista 'Per la Lombardia' di Roberto Formigoni per le elezioni regionali. "La Quarta sezione, presidente-relatore, dottor Adriano Leo - è scritto in un comunicato del Tar Lombardia - ha accolto i ricorsi e annullato gli atti impugnati, dichiarando 'ammessa' la lista 'Per la Lombardia' alla competizione elettorale del 28-29 marzo 2010".

Reblog this post [with Zemanta]